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Mein Freund Aus Faro

Pubblicato su 27 Febbraio 2012 da Desirée Nocentini in CINEMA & TV

 

SCHEDA DEL FILM

 

 

mein freund aus faroTitolo: Mein Freund aus Faro

 

Regia: Nana Neul

 

Paese: Germania

 

Anno: 2008

 

Lingua: tedesco-portoghese

 

Durata: 90 min

  

Cast: Anjorka Strechel: Mel Wandel, Lucie Hollmann: Jenny Schmidt, Manuel Cortez: Nuno, Florian Panzner: Knut Wandel, Tilo Prückner: Willi Wandel, Isolda Dychauk: Bianca, Kai-Peter Malina: Bernd (con il nome Kai Malina), Philipp Quest: Malte, Julischka Eichel: Vicky

 

TRAMA

 

Melanie vive con il padre e il fratello, e lavora in una fabbrica di catering per compagnie aeree ma è una sognatrice e il suo desiderio più grande è volare in Portogallo. Un giorno carica in macchina Jenny, un’autostoppista che la scambia per un ragazzo portoghese, ed è amore a prima vista così decide di dare una svolta alla sua vita fingendosi Miguel e studiando anche il portoghese pur di non farsi scoprire. Indossa sempre abiti maschili, si comporta da maschiaccio e i familiari sono preoccupati per la mancanza di un fidanzato, così Mel paga un suo collega di origini portoghesi, Nuno, per fingere di essere il suo ragazzo durante la festa di fidanzamento del fratello. Il trucco però non può durare a lungo così Mel si trova a un bivio ed è costretta ad affrontare la verità.

 

RECENSIONE

 

Mein Freud aus Faro è un film tedesco presentato in Italia al Torino film Festival del 2008 che tratta dell’amore schiacciato dalle convenzioni sociali. Il film racconta una storia d’amore tra adolescenti di oggi attraverso contenuti attuali come l’omosessualità da tenere nascosta attraverso il travestimento, un amore lesbo che si esprime con una relazione etero alla continua ricerca della propria identità sessuale ed emotiva, fino a toccare temi scottanti quali l’omofobia, in assoluto il pregiudizio del secolo. Ma il film ricorda a tutti cosa significa essere giovani e innamorati.

 

Se proprio dobbiamo trovargli qualche difetto, va detto che il film a tratti copia Boys don’t cry di Kimberly Peirce nel concentrarsi troppo sulla componente estetica dell’identità sessuale che nel film risulta a volte dominare sul senso di confusione e attesa che questo tipo di riflessioni creano, soprattutto nella mente di un’adolescente che cerca la sua strada.

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carlo 02/27/2012 18:30

bellissimo logo sprigionante cultura e giovinezza insieme, esteticamente elegante per ottenere la sua giusta posizione nell'olimpo migliore di internet

carlo lamberti

Desirée Nocentini 03/02/2012 12:45



Grazie Carlo, ho pensato all'informazione oggi e ho visto questa immagine nella testa, è bello che un'idea sia apprezzata. Mi farebbe molto piacere se ti iscrivessi alla newsletter, per
avere molto di più da DE...SCRIVERE. A presto